Day 68

16:36 Pubblicato da Qwercy
                                    
Non c'è niente di meglio che stare seduti davanti al caminetto (che ho rigorosamente acceso io u.u) con una bella copertona di lana e mettersi a scrivere. Ieri è stata una giornata un po' faticosa. La mia sveglia è suonata alle 5.00 ma mi sono riaddormentata e poi ho aperto gli occhi pensando che fossero passati al massimo 10 minuti. Era passata mezz'ora. Avevo un sonno allucinante, ero andata a dormire troppo tardi la sera prima.Mi sono vestita in 2 minuti, ho mangiato un flauto al cioccolato al volo e alle 6 ero già pronta. Ho preparato la borsa ricordandomi all'ultimo momento la pendrive con il disegno in photoshop che c'avevo messo tutta un'intera giornata per colorare. Come al solito fuori era ancora buio e faceva un freddo polare. Sono arrivata in stazione con una faccia veramente depressa. Per fortuna c'era un po' di posto per starsene in piedi abbastanza larghi, ma non avendo né musica da sentire e vergognandomi troppo per tirare fuori "Storie di ordinaria follia" di Bukowski il tempo non passava mai. Vicino a me c'è una signora che di profilo assomiglia a L. in una maniera impressionante. Lo so, vedo mille sosia di L. da tutte le parti, neanche fossero tanti agenti Smith che vogliono conquistare il mondo. Ma che ci posso fare, c'assomigliava. Certo aveva le guanciotte e i capelli un pò bianchi ma il naso era quello XD A Termini sono scesa e mi ha avvolto una rilassante nuvola di fumo, perché a quanto pare il treno è sempre pieno di fumatori incalliti che non aspettano altro di arrivare a destinazione per accendersi una sigaretta. Alla faccia di chi crepa di fumo passivo. Sono come dei drogati, non ne possono fare a meno. Il fumo è una dipendenza per cui in qualche maniera è gente debole. E una cosa strana è che quasi impossibile non avere almeno un amico che fuma, per cui alla fine si è costretti a passarci sopra per il bene che gli vogliamo. E poi vabbè ci sono i fumatori stronzi che neanche ti chiedono se magari ti da fastidio (e tu subisci) e altri che te lo chiedono (ma per educazione dici "no figurati" e subisci lo stesso). Ma andiamo avanti altrimenti rischio in linciaggio. Ho ritirato il mio nuovo abbonamento nuovo di zecca e ho aspettato che passasse un'altra interminabile mezz'ora seduta su una panchina leggendo il giornale. Ma faceva un tantino freddo anche lì per cui decido che me ne posso infischiare per questa volta, non  aspetto che il treno stia per partire per salirci sopra! Passo due tre carrozze stracolme (odio il venerdì) e poi ne vedo una con un po' vuota. Mi siedo beatamente e dopo 2 minuti arrivano delle ragazze e chiaramente a una di loro avevo fregato il posto. Ma non mi dicono nulla e si siedono come capita, una di fianco a me. Mi piaceva un sacco com'era vestita, si sarebbe visto anche solo da questo che era straniera. Ad ogni modo questa ragazza, come le altre del suo gruppo, aveva l' Eurail Global
 Pass, che cosa strafiga. Venivano dall'Australia e si stavano girando il Vecchio Continente. Beate loro. Dopo circa mezz'ora tira fuori un quaderno di quelli che si trovano da Melbook e costano un boato, con le copertine rigide con i motivi orientali. Penso, che caruccia adesso si mette a scrivere un diario di viaggio! No. Si mette a disegnare un manga, precisamente un volto stile naruto. Un'oscenità, già il soggetto di per se faceva schifo ma poi disegnava come un bambino. E l'ha colorato con i colori a spirito!!!!!Ma lei era proprio convinta di star facendo un capolavoro per cui poi ne ha fatto anche un altro, di cui non ho visto la fine per fortuna. Vabbè. Scendo a Firenze e mi accorgo che forse ho sbagliato fermata e sono arrivata in Alaska. Piove e tira un vento micidiale. Prendo un biglietto dell'Ataf (che buffo, penso sempre all'Atac che dovrebbe chiamarsi Atar) e aspetto E. e C. che arrivano col treno delle 9.33 da Orbetello. Corriamo a prendere il 6B, attraversando col rosso senza nemmeno guardare. Arriviamo in accademia e troviamo un po' di ragazzi che stanno aspettando sulle scale perché dentro non c'è nessuno. Dopo 10 minuti arriva il professore della Disney. Un bell'uomo, elegante e con tutti i capelli bianchi. Ho adorato subito il suo accento americano! Poco dopo arriva Francesco che ci apre. La lezione verteva sulla colorazione degli sfondi in Photoshop. Avendo colorato un cowboy (quello che avevo messo nella USB) disegno un deserto al tramonto, con i canyon, le rocce, un cactus e una ferrovia abbandonata. E le 3 ore di lezione passano davanti allo schermo a colorare. Sembra una cosa stupida, ma chi ci capisce qualcosa di PS sa che quando hai più di venti livelli da gestire la cosa si fa complicata. Ogni venerdì esco con gli occhi incrociati e in fiamme. E col mal di testa. (pausa:mamma mi ha chiesto di farle le sopracciglia. Ma non essendo un' estetista ovviamente gliene ho fatta una di un modo e una di un altro!oddio mi viene troppo da ridere!!povera mami, per fortuna che non gliene frega molto!contenta lei XD) Io e La. ci incamminiamo verso la stazione e per la prima volta notiamo che hanno già messo le luci di natale. Certo spente non rendono. L'albero in piazza del Duomo è metà addobbato con gli stemmi di Firenze, rossi,mentre l'altra metà è ancora spoglia. Passiamo davanti al nuovo negozio della Lindt e come sempre mi deve tirare via a forza dalla vetrina. In stazione lei corre verso il binario 6 mentre io me ne vado all'11, che è sempre quello da cui parte il frecciarossa per Roma, da due anni ormai. Cammino guardando in alto il tabellone per controllare se è il treno giusto ( ci guardo sempre, dovessi rincoglionirmi più del dovuto) e quando abbasso gli occhi mi rendo conto che sono a 1cm dall'andare addosso a una vecchietta in stampelle. Tragedia. Guardandola meglio realizzo che la vecchietta altri non è che Margherita Hack. Merda!!! Lei non sembra nemmeno accorgersene che stavamo cozzando, uno dei due che la sorreggeva invece sorride, l'altro mi fulmina. Me ne vado traumatizzata verso l'ultima carrozza ma intravedo dai finestrini che tutto il treno è strapieno, per cui mi metto l'anima in pace e mi siedo sugli scalini. Come sempre il controllore mi dice che ci sono alcuni posti liberi ma non mi va di alzarmi ormai, per cui gli dico che non si deve preoccupare che sto benissimo dove sono. Dall'altra parte degli scalini c'è un ragazzo del sud, che a un certo punto mi chiede a che ora arriviamo nella Capitale. Gli dico in teoria alle 15.15 ma di solito alle 15.00. Poi mi dice che deve andare dall'altra parte del treno e mi chiede se posso gentilmente tenergli d'occhio la sua valigia viola mentre è via. Vabbè. Mi metto a leggere il libro, tanto non c'è nessuno che mi vede. (il fatto che mi fa vergognare non è tanto la copertina, dove c'è il busto di una donna nuda in ginocchio con una rosa che le copre la curva sud. E' il sottotitolo che è scabroso. Se avessi letto meglio quando l'ho comprato...di certo non l'avrei comprato. E mi sarei risparmiata la figura di cacca col commesso in cassa. Sapevo che Bukowski era un vecchio matto un po' sporcaccione ma non avevo idea che in tutto il libro non ci fosse neanche mezza pagina in cui non si parla delle sue avventure sessuali. E le parole che usa poi! Bah ma come mi è venuto in mente??Tutta colpa di wikipedia dove c'erano solo le citazioni divertenti. Io ero convinta che fosse un autore comico ma misà tanto che non c'avevo capito niente. Ma oramai lo devo finire, anche perché ho finito di nuovo i libri da leggere). Comunque, arriviamo a Roma alle 15.00 spaccate e io vado di corsa a prendere il treno per tornare a casa. Mi addormento quasi subito. Mi sveglio quando sono quasi a Zagarolo. A Palestrina me ne vado a fare la spesa con mia madre, perché so che non mi comprerà mai la Nutella se non c'è qualcuno che la mette nel carrello senza farsi vedere. Bella Nutellozza mia. Mentre lei si occupa della verdura io vado al reparto frutta perché è da giorni che ho voglia di banane (e no, sempre a pensare a male. Mica è colpa mia se si chiamano così!) ma non ci sono le Chiquita, per cui niente banane.( si lo so che sono cacacazzi sul cibo). Prendo dei kiwi, che mi piacciono lo stesso. Vado per pesarli ma c'è un tizio prima di me. Sta pesando un cavolo. Sciolto, non nella busta. Lo vedo spaesato davanti al tabellone dei numeri. Figlio mio, ma se non lo metti nella busta dove lo appiccichi il prezzo? Sul cavolo direttamente?? Questi uomini impediti. Al reparto crackers e pizze c'è una bimba che mi dice ciao. Ciao. Mi dice che lei si è comprata la Nutella, quella piccola però. E mi fa vedere un barattollino microscopico, sembrava un portachiavi. "E' piccolo perchè quello grande mamma non me lo fa comprare". Sorrido, smucino nel carrello e le faccio vedere il mio. Mi guarda e le vengono quasi i lacrimoni. Bambina, arriverà il momento in cui l'opinione di tua madre conterà molto poco e il suo potere intimidatorio non avrà alcun effetto su di te. Ma fino a quel momento quello che vuoi tu non conta. Ci siamo passati tutti. Fattene una ragione. 
Torno a casa e ho una spiacevole conversazione con G. Ma di questo non credo proprio che potrei parlarne. Mi sono sentita un po' incompresa e litigare non mi fa bene in questo periodo. Però oggi si è ricordato che è il nostro mesiversario, cosa rara, quindi mi sento di perdonarlo anche se fa il cattivo con me U.U.


L'immagine è stata presa da http://fav.me/d10m1vi.
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2 Response to "Day 68"

  1. Pivs Said,

    Primo io non faccio il cattivo con te. Semmai il contrario.
    Secondo... cioè non ti sei regolata!!! Hai sfottuto una povera bimba gentile!!! Lei ti fa vedere la sua nutellina con tanto orgoglio e tu gli sbatti in faccia qualcosa che non può avere. Sei proprio malvagia.

    Posted on 6 dicembre 2010 alle ore 01:57

     
  2. Qwercy Said,

    La vita è dura, prima lo impara meglio è.

    Posted on 6 dicembre 2010 alle ore 19:59

     

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