Day 73

21:59 Pubblicato da Qwercy
Ieri finalmente abbiamo fatto l'albero di Natale, il primo albero di un'altezza decente e non per le Polly Pocket. Ci è voluta tutta la mattina, considerando l'attacco di panico "Oddio non bastano le luci!". L'abbiamo fatto rosso e bianco, pieno di pupazzetti, tipo una renna dentro un aeroplano, un'altra seduta su una campana, una specie di spaventapasseri di legno... ah si c'è anche Jack Skeletron con il cappello da Babbo Nachele. Un albero tradizionale insomma. Abbiamo sparso pupazzi ovunque, dove c'era uno spazio libero ci abbiamo piazzato qualche cosa. Su un lampadario ci abbiamo incastrato quattro piccoli peluche che cercano di arrampicarcisi sopra. Mia madre ha appiccicato stencil su quasi tutte le finestre. Se serve a non farla urlare per 5 minuti per me può attaccarmi quello che le pare pure in fronte. Non ci avevo pensato ma questo è il primo Natale in questa casa e adesso che mia sorella si è sposata finisce la tradizione di scartare i regali la mattina del 25 sul lettone dei miei, con loro grande felicità. Oppure no, non lo so. Me ne dovrei inventare un'altra ma quello è sempre stato il mio momento preferito.
Di solito in questo periodo sono sempre di buon umore, l'atmosfera natalizia mi fa sempre pensare alla neve , alle luci, alle grandi scorpacciate. Poi c'è il mio compleanno, quello di G. Ma quest'anno è diverso, per molte cose. Sono quasi sempre arrabbiata e per la maggior parte delle volte non so nemmeno perché. Mi da fastidio tutto, ogni cosa che mi viene detta la prendo come un'offesa o un rimprovero, mi da fastidio stare in mezzo alla gente, non riesco a concentrarmi. In accademia mi sento un pesce fuor d'acqua, come se fossi indietro di millenni rispetto alle mie compagne. Mi sento come se non fossi in grado di fare niente, neanche le cose più stupide. Ho tanti dubbi, tante insicurezze. Di solito ne parlavo con una persona, ma quella persona non c'è più ormai. Mi mancano molto le nostre stupide conversazioni, che quando diventavano serie non ci piacevano più. Sarà un Natale con un amico in meno. Spero che passi delle buone feste. 
Domani di nuovo lezione, di nuovo alzataccia all'alba. Sta diventando stressante, fare avanti e indietro, correre da un treno ad un altro per non perdere le coincidenze, stare quasi sempre in piedi. Ieri sera mi ha contattato Simo, mi ha accennato al fatto che potrebbe prendere una casa a Firenze a gennaio. Mi ha chiesto cosa ne pensassi. Ovviamente mi piacerebbe un casino, anche perché forse anche Ellie si unisce. Sei mesi lontana da tutto, dai miei, alle mie condizioni. E sarebbe una bella esperienza. L'ho detto a G. e non l'ha presa bene, mi minaccia sempre che voglio abbandonarlo, IO! Perché si fa sempre tutti questi film? Poi dicono che sono le donne le maestre delle pippe mentali. Ma tanto la vedo dura, i miei non mi lascerebbero mai andare, a mio padre verrebbe un infarto. E' già tanto che sia ancora vivo dopo che se ne è andata mia sorella. Sarebbe solo per quest'anno comunque, se mai questo erasmus avrà fine non ce la farei a stare altri 9 mesi così lontano da G. E' così difficile già adesso. A volte penso che se non fosse tornato per la laurea sarebbe stato meglio. Ero riuscita a farmene più o meno una ragione, poi ci siamo rivisti e poi ho dovuto lasciarlo andare via di nuovo. Certo che questo post mi è uscito proprio depressivo. Non so nemmeno se queste righe hanno un senso comprensibile, ma come diceva il caro Clark Gable..francamente me ne infischio.


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