Day 76

11:31 Pubblicato da Qwercy
Ieri è stato il mio compleanno. 22 anni. Il peggiore che io abbia mai passato.
La giornata è cominciata male, dovevo svegliarmi di nuovo alle 5.00 e ci sono riuscita a malapena dato che ho dormito malissimo. Avevo mal di gola e quando sono andata in stazione la temperatura era sui -3°. Sul treno non funzionava il riscaldamento quindi non sono riuscita nemmeno a dormire un po' dato che avevo le gambe e i piedi completamente ghiacci, per non parlare del naso e delle mani che ormai non me li sentivo più. Arrivata a Termini sono andata ad infilarmi nella libreria come al solito, ho cercato un libro di Corto Maltese da regalare a R. ma costava molto più di quanto mi era stato detto. Poi sono stata un bel po' a sfogliare qualche libro di anatomia e di prospettiva ma nessuno mi convinceva. Quelli di anatomia erano super dettagliati, con tutti i nomi delle ossa e dei muscoli neanche studiassi medicina, quelli di prospettiva erano troppo scarsi, quattro fotografie, due linee. Sul frecciarossa mi sono addormentata ma per poco, c'era una comitiva che faceva troppo casino e poi continuavo ad avere freddo, ogni volta che passavamo una galleria dovevo coprirmi con il cappotto. Sono scesa che sembrava di stare al polo nord, c'era ghiaccio ovunque, c'è voluto un grande sforzo di volontà per uscire dal sottopassaggio riscaldato. I negozi del corso erano tutti chiusi perché il sabato aprivano alle 10.00, per fortuna Melbook era l'unico con le porte aperte. Ho cercato anche qui il libro ma non c'era proprio. Strano, la libreria di Termini adesso è più fornita del caro vecchio Mel. Mi sono fermata un attimo a fare una foto all'albero di Natale in piazza del Duomo. Un po' scarsino però nel complesso la scena era carina, come poteva non esserlo, dopo tutto è Firenze! Sono arrivata in accademia morta di freddo e c'erano già Ellie e Sere che aspettavano di poter entrare in classe. Poi è arrivata Simo, che in realtà ieri non aveva lezione ma alla fine è riuscita lo stesso ad imbucarsi in quella di Flash di Luca. Ieri le ho detto che non posso trasferirmi, spero non ci sia rimasta troppo male. Verso le 10.00 Lucone (si chiama Luca pure lui ma è un gigante con la barba rossiccia quindi...) ci ha fatto entrare in classe, c'erano già i fogli preparati con le matite e il professore era un simpatico vecchietto dal nome strano. Non ho capito se fosse straniero perché parlava bene ma a volte sbagliava i plurali o si confondeva con i generi. Boh. Comunque nel mezzo della stanza c'era una statua greca di una donna ignuda che reggeva un velo. E io che pensavo che avremmo fatto pratica con una natura morta. Sono entrata un po' nel panico mentre spiegava che dovevamo allungare il braccio e misurare le proporzioni con la matita, ho un sacco di problemi a disegnare un corpo umano, specialmente se è tutto piegato e io mi sono messa di lato. Dopo un primo tentativo fallito sono riuscita a disegnare un corpo niente male, anche se non c'avevo azzeccato molto con le distanze tra i piedi. Sono stata comunque soddisfatta visto che era la mia prima lezione di disegno dal vero. A fine lezione sono corsa a prendere il treno, mi è sembrato che fosse passata un'eternità prima di essere a casa, dove tra l'altro non c'era nessuno. Mia madre era andata da mia nonna e sarebbe rimasta lì a dormire, mio padre era a lavoro. I. mi aveva chiamato dicendomi che non poteva venire, Mi. sicuramente doveva lavorare e Ma. neanche mi aveva fatto gli auguri, come pure V. Mi sono messa a parlare con G. che mi ha detto che in realtà le sue lezioni erano finite venerdì, quindi sarebbe potuto tornare a casa una settimana prima se lo avesse saputo. E magari stare con me il giorno del mio compleanno. Brindiamo al tempismo. Ho passato il pomeriggio in questa enorme casa vuota, l'unica compagnia che ho avuto oltre ai gatti sono stati due operai che dovevano venire a controllare i tubi del gas. Verso le sette ho cominciato a non sentirmi molto bene, la testa mi scoppiava e il mal di gola era aumentato. Avevo una voglia assurda di dormire, ero stanchissima ma dovevo andare a cena da mia sorella, per cui me la sono dovuta far passare, come pure la depressione del "non-mi-si-incula-nessuno-il giorno-del-mio-compleanno". Ho salutato G. e me ne sono andata. Stavo veramente in coma, sono arrivata da mia sorella che ero uno straccio. R. mi ha fatto misurare la febbre ma il termometro non la segnava. Dopo cena, a parte che non ho mangiato quasi niente, hanno tirato fuori il dolce. Sei pastarelle contate, di cui due al pistacchio che mi veniva il vomito solo a guardarle, due alla panna che non ho mai mangiato in vita mia e due al cioccolato, che non era cioccolato ma una roba simile pesantissima.Che bello. Mi sono andata a mettere sul divano davanti al fuoco a guardare un stupido telefilm. Alle 10 e mezza ero distrutta, quindi ho preso mio padre di forza e ce ne siamo andati. Sono andata subito a letto, a pensarci non mi sono neanche lavata i denti per quanto avevo sonno. Stavo per mandare un messaggio di buonanotte a G. ma ha fatto prima lui e mi ha chiamato. A momenti non ho capito una parola di quello che mi ha detto, ero troppo intontita. E la cosa strana è che una volta sotto le coperte non ho preso sonno, il mal di gola e il mal di testa non mi davano tregua e poi è arrivata anche la tosse quindi mi sono addormentata piuttosto tardi. Non ho idea di che ore fossero. So solo che è stata una giornata orrenda, un compleanno più brutto di questo non avrei potuto passarlo neanche se l'avessi programmato. Non è che mi aspettassi chissà cosa, non lo festeggio da quando avevo 12 anni e mi ero preparata al fatto che nemmeno G. ci fosse. Ma passarci è stato diverso, non so se lo stare male abbia influito ancora di più, ma non mi sono mai sentita così maledettamente sola. Non ce la faccio più con questo cazzo di erasmus, ma chi l'ha detto che la distanza rafforza? Un'idiota sicuramente.


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