Day 103

19:52 Pubblicato da Qwercy
E' passato un sacco di tempo dall'ultima volta che ho scritto, siamo già oltre i 100 giorni.
Era il 20 dicembre e non sapevo ancora se G. sarebbe potuto tornare per Natale ma poi  finalmente 3 giorni dopo eccolo lì a suonare il campanello di casa, carico di regali anche se in realtà era il suo compleanno. Mi sono sentita come se il mondo si fosse aggiustato di colpo, tutto le cose erano come dovevano essere, io, lui e tanti giorni da poter passare insieme. Pochi minuti e la mia camera si è riempita di magliette dei college di Cambridge e Oxford, di una felpa dell'Imperial e di un orsacchiotto morbidissimo vestito da Coldstream Guard (visto? ho messo anche il link ) con cui ormai dormo, alla faccia dei miei 22 anni. E' stata una giornata meravigliosa, una di quelle in cui perdi il senso del tempo e dello spazio, convincendoti che siete le sole uniche persone nell'universo. Siamo usciti a cena e anche se sono passata accanto a 1000 persone non sono riuscita a vedere un solo essere umano. 
Probabilmente questo sarà uno dei post più schifosamente smielati che ho mai scritto, da far vomitare zucchero da tutte le parti e da far venir voglia di buttarsi dal più vicino cavalcavia ma ora come ora non mi sento di scrivere nient'altro di diverso.
E' stato indescrivibilmente bello passare questi giorni insieme. Mi sono resa conto che molte cose sono cambiate rispetto a quando G. è partito la prima volta, le vedo sotto una luce diversa, migliore. Dopo tutto la lontananza e la sofferenza di questi mesi e di quelli che verranno mi hanno fatto capire quanto valore abbiano anche le cose più piccole. Quanto può essere banale camminare mano nella mano? o mangiare una pizza insieme? Finché hai tutto e finché sai di averlo o di poterlo chiedere ogni cosa sembra scontata e perde quasi importanza. Sto imparando che non è così adesso, che camminare mano nella mano è qualcosa che può mancarti più di quanto potessi immaginare, che può farti perfino male arrivati a un certo punto. Ho sperimentato quanto può essere grande il desiderio di avere una persona accanto e di non poterci fare nulla, di volerla lì a ridere con te o solo guardarla muoversi, senza dire niente. Capisci che potresti vivere solo di quello e di colpo vorresti tornare indietro per goderti tutti quei momenti che non hai apprezzato appieno. Questo è successo. Ogni abbraccio, ogni bacio sono stati diversi e mi hanno dato un senso di felicità completamente nuovo. E devo tutto a lui, che non sa quanto riesce a rendere migliore ogni secondo della mia vita, con le piccole cose che fa e che dice.
Ieri è stato l'ultimo giorno insieme e proprio perché so cosa dovrò perdere non sono riuscita a trattenermi e il povero G. a dirmi " su, su passerà anche questo". Non so come sarà quest'altro mese di lontananza, se sarà peggio di quello passato o no. Mi ero illusa che fosse tornato tutto alla normalità perché rivederlo ogni giorno mi faceva dimenticare che l'erasmus non era ancora finito. E dover accettare di nuovo un'altra partenza è stato come dover ricominciare daccapo, anzi nemmeno. All'inizio nessuno di noi due sapeva cosa ci avrebbe aspettato ma adesso che lo sappiamo questa montagna diventa sempre più difficile da scalare.
Ora conto i giorni fino all' 11 febbraio e sono ancora tanto tanto lunghi.
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